Con l’inizio dello svezzamento il bambino è interessato a cibi nuovi, per cui è corretto bilanciare l’alimentazione diminuendo la
somministrazione del latte seguendo il programma nutrizionale
indicato dal pediatra o dal dietista di riferimento. Il logopedista segue la famiglia nell’acquisizione delle diverse tappe di sviluppo bucco-facciale e alimentare del bambino.

Lo svezzamento ha inizio quando il bambino è pronto (in genere intorno ai 5-6 mesi):

  • deve saper mantenere la posizione seduta e il capo con facilità. La posizione corretta è su un buon seggiolone che dia stabilità inclinato a 90°.
  • Si deve evitare di alimentare i bambini tenendoli in braccio.
    deve mostrare interesse per il cibo ovvero essere in grado di guardarlo, prenderlo e portarlo alla bocca.
  • deve essere in grado di assumere e gestire all’interno della bocca le prime pappe  è utile fornire il piccolo di un cucchiaino personale che durante l’alimentazione può usare mentre l’adulto lo alimenta.
  • I cibi vanno riproposti più volte. I bambini devono testare i cibi dalle 5 alle 10 volte prima di accettarli quindi non spaventatevi davanti a un rifiuto.

Se vogliamo proporre qualcosa di nuovo evitiamo di dare un sapore nuovo e una consistenza nuova: o l’uno o l’altro. Se il bambino apprezza il sapore delle patate e le assume in una consistenza semisolida, possiamo provare a dargliele schiacciate.

Se invece vogliamo introdurre una verdura nuova proponiamogliela nella consistenza che conosce già.
Il momento del pasto deve essere condiviso con gli altri familiari. I bambini non devono mangiare né prima, né dopo ma insieme ai loro genitori.
Non abbiate paura che vostro figlio si sporchi col cibo. Attraverso queste esperienze può capire che il pasto è un momento gradevole, divertente e positivo.
Per pulirlo evitare di utilizzare salviette umide o profumate, queste a contatto con la bocca nascondono le altre sensazioni lasciandone una spiacevole.

Vanno bene tovagliolini di carta o bavaglini di stoffa inodore.

È bene iniziare inserendo in bocca piccole quantità di cibo per dare la possibilità al piccolo di gestirle meglio e senza dare il senso di soffocamento. Lasciargli il tempo di assaggiare e di reagire a questi nuovi sapori. È importante iniziare con un cucchiaio piccolo in metallo al fine di dare un maggior supporto alla chiusura mandibolare.

È utile il manico rotondo e largo che il bambino può maneggiare. Quando è l’adulto che imbocca, il cucchiaio va presentato in maniera evidente per essere sicuri che il bambino sappia che sta arrivando la pappa.
Se l’adulto sta davanti al bambino lo deve proporre dal basso verso l’alto e di taglio in modo da accompagnare le labbra nella prensione.

Quando il bambino è pronto all’esperienza del morso, si possono utilizzare alcuni ausili solo se ci sono delle difficoltà: la retina masticatoria è ad esempio utile per far fare esperienza di gestione di piccoli pezzi di cibo prima solido morbidi e poi solidi all’interno della bocca.
Esempi di cibi solidi morbidi sono: patate e carote lesse, prosciutto cotto ecc.

I bicchieri migliori sono quelli più simili a quelli dell’adulto, chiaramente di dimensioni adeguate, questo per evitare di favorire il prolungamento della suzione e promuovere le funzioni di masticazione.

Per favorire lo sviluppo del gusto e la sperimentazione delle diverse consistenze si può procedere gradualmente con questa modalità.

Talvolta può succedere, per diversi motivi, che qualcosa nelle prime tappe di sviluppo alimentare vada storto. In queste situazioni è opportuno rivolgersi a un logopedista per un bilancio motorio bucco-facciale al fine di inquadrare e risolvere le difficoltà oromotorie e deglutitorie.

QUANDO RIVOLGERSI AL LOGOPEDISTA?

Se il neonato presenta evidenti difficoltà di suzione o di deglutizione, se il pasto supera i 40 minuti oppure se durante l’allattamento il bambino appare soporoso o non instaura uno scambio relazionale con la madre. Sia nei neonati che nei bambini più grandi alcuni campanelli d’allarme possono essere la produzione di rumori strani simili a un gorgoglio o a uno stridore durante l’alimentazione, la tosse durante i pasti, il rifiuto del contatto con il cibo o della sua assunzione oppure la difficoltà nel passare da una consistenza all’altra (dal latte alle consistenze semisolide, dalle consistenze semisolide all’assunzione di cibi solidi da masticare). In queste fasi il logopedista vi supporterà nella scelta di ausili utili all’alimentazione, di posture adeguate in collaborazione con il fisioterapista e nella scelta di cibi di consistenze e tessiture adeguate.

Dott.ssa Elena Mariano
logopedista

Dott.ssa Emma Lapi
logopedista deglutologa

Dott.ssa Elena Giordano
logopedista