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I Disturbi Generalizzati dello Sviluppo

I Disturbi Generalizzati dello Sviluppo rappresentano un’ampia categoria nella quale rientrano: il Disturbo Autistico, il Disturbo di Rett, il Disturbo disintegrativo della fanciullezza, il Disturbo di Asperger e il Disturbo Generalizzato dello Sviluppo non altrimenti specificato.

Le persone affette da una di queste patologie presentano una grave compromissione nelle aree di Interazione sociale e Comunicazione. I primi sintomi sono rappresentati dall’assenza o da un uso limitato del contatto oculare e dello sguardo; da una gestualità non finalizzata al rapporto con l’altro, dal disinteresse per le persone e in generale da una apparente indifferenza per le richieste provenienti dall’ambiente.

In relazione alla gravità del disturbo si rileva nel bambino/ragazzo un’assenza di linguaggio sia verbale che gestuale. In altri casi si osserva che l’espressione linguistica è usata in modo anomalo (il bambino parla di se stesso in terza persona singolare), o essere molto letterale (difficoltà a comprendere allusioni o giochi di parole).
A volte si presenta la ripetizione ecolalica delle parole degli altri o di intere frasi ascoltate più volte (ad esempio messaggi pubblicitari, o parti di dialogo tratti da film), che possono essere pronunciate senza un chiaro scopo comunicativo.
Spesso a tali manifestazioni si associano comportamenti e azioni stereotipate ed interessi ristretti solo a particolari attività o oggetti. Se si cerca di distoglierli dalla loro ossessiva ritualità, i bambini possono mostrare un elevato livello di angoscia; inoltre il cambiamento li destabilizza e può provocare improvvise reazioni di auto- e etero-aggressività.
Ad oggi non esistono marker neurobiologici che identifichino il Disturbo, sebbene questo si presenti spesso associato con un gruppo vario di condizioni mediche generali (ad esempio anomalie cromosomiche, infezioni congenite, anomalie del sistema nervoso centrale).

VALUTAZIONE E DIAGNOSI
La diagnosi di Disturbi generalizzati dello sviluppo viene fatta dal neuropsichiatra infantile, dallo psicologo, dal logopedista e dal terapista della neuro-psicomotricità, sulla base di interviste strutturate ai genitori, dell’osservazione diretta del bambino e della somministrazione di test  standardizzati che consentano di determinarne l’effettiva compromissione delle aree comunicativo-linguistiche, dell’interazione sociale e la presenza di comportamenti stereotipati.

Inoltre, per strutturare un intervento mirato, è necessario che tutte le figure professionali coinvolte nell’equipe valutino il bambino/ragazzo in modo da inquadrare il suo profilo di sviluppo e nel dettaglio identificare aree di forza e aree di debolezza.

TERAPIA LOGOPEDICA E NEUROPSICOMOTORIA
Il trattamento avrà come obiettivi l’incremento dei pre-requisiti non verbali alla comunicazione (uso dello sguardo, attenzione condivisa e uso di gesti), il potenziamento della teoria della mente, lo sviluppo delle competenze linguistiche, il potenziamento cognitivo e la riduzione dei comportamenti stereotipati.

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