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La Balbuzie

Che cos’è

La balbuzie, nella definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è un disordine nel ritmo della parola nel quale il paziente sa con precisione ciò che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo, a causa di involontari arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono.
La balbuzie è un disturbo complesso costituito da una componente visibile (sintomo) e una nascosta (sindrome). I comportamenti verbali alterati, quali blocchi e/o ripetizioni, sono spesso associati ad atteggiamenti condizionanti, a vissuti negativi che inevitabilmente si ripercuotono sul linguaggio e sulla comunicazione.

Ad oggi possiamo dire che sono molteplici i fattori che concorrono all’instaurarsi di questa patologia: in particolare è possibile affermare che esiste una predisposizione genetica e che alcune condizioni ambientali giocano un ruolo fondamentale nel manifestarsi della patologia. Ci sono quindi dei fattori che provocano la balbuzie e fattori che la mantengono o la aggravano;
mentre dei primi non si conosce molto, dei secondi invece si è a conoscenza ed è proprio su di essi che si interviene per modificare l’andamento della balbuzie.

Il disturbo ha una maggiore incidenza tra i figli di genitori che sono o sono stati balbuzienti.
I veri balbuzienti oltre ad interrompersi e ad “inciampare” quando parlano, manifestano altri segni: tremori, sforzo e tensioni muscolari localizzati a narici, labbra, collo, torace, alterazioni del tono e dell’intensità della voce, del ritmo del respiro. Essi, nei casi più gravi, sono combattuti tra il dire e il non dire, sino ad avere paura di parlare e ad evitare di farlo.

Rifuggono dal rispondere al telefono, presentarsi, parlare in pubblico, essere interrogati in classe ecc., dimostrando così, il loro disagio interiore.

Che cosa fare?
E’ importante fare attenzione ai bambini che tra i tre e i cinque anni di età, “inciampano” nelle parole.
Per la maggioranza di essi si tratta di una DISFLUENZA TIPICA dell’età, che regredisce spontaneamente.
Solo in alcuni la disfluenza permane nel tempo e può diventare ATIPICA o BALBUZIE. Il vostro bambino, Si trova nella “fase di rodaggio” nell’uso del linguaggio verbale, in un periodo di grandi conquiste: arricchisce il suo vocabolario, migliora sempre più la sua pronuncia, apprende regole grammaticali e sintattiche nuove, evolvendo, rapidamente verso una verbalità di tipo adulto.
E’ sottoposto, inoltre, in coincidenza con l’ingresso nella scuola, ad una richiesta di prestazioni verbali sempre più complesse.
Il vostro bambino, in queste situazioni è esposto all’effetto di fattori diversi che possono scatenare, aggravare e mantenere i suoi sintomi.
Tra questi fattori lo stress comunicativo ed ambientale.

  • Quando conversate in famiglia, interrompete, anticipate, vi sovrapponete a chi parla?
  • Incalzate con le domande, senza attendere una risposta?
  • Parlate in modo eccessivamente veloce?
  • Fate al vostro bambino richieste che superano le sue possibilità?
  • Non c’è una buona intesa, tra voi genitori, sulle regole educative?
  • Non esiste, nella vostra giornata, uno spazio da dedicare alla conversazione o al
  • gioco con i vostri figli?
  • Il ritmo della vostra vita familiare è frenetico?
  • Pretendete che vostro figlio parli bene o gli fate ripetere le parole su cui “inciampa”?

Se le risposte a queste domande, anche solo in parte, sono affermative, il vostro stile di vita potrebbe non favorire l’evoluzione spontanea della disfluenza del vostro bambino.

E allora come intervenire?

Occorre che rallentiate i vostri ritmi e che facciate attenzione ad alcune piccole regole che saranno di grande aiuto al vostro bambino per superare senza conseguenze questo periodo “difficile”:

  • Rispettate i turni di conversazione, senza interrompere.
  • Imparare ad ascoltare.
  • Non incalzare con le domande.
  • Non completare le frasi al posto del vostro bambino.
  • Ponete domande che prevedano risposte brevi e semplici.
  • Parlate con velocità e tono adeguati, (lentamente e con tono adeguato).
  • Non correggete mai il vostro bambino quando “inciampa”; non dite: ”parla
  • lentamente, non si dice così”, ripeti con me, prendi fiato”.
  • Rispondetegli con attenzione e con pazienza quando si rivolge a voi.
  • Quando gli parlate guardatelo negli occhi.
  • Trovate nella giornata uno spazio, anche di pochi minuti per giocare o
  • conversare con lui; leggetegli spesso una storia o un fumetto.
  • Lodate ed incoraggiate i comportamenti positivi del vostro bambino, evitando,
  • così, di notare soltanto ciò che non va.
  • Dimostrategli che lo apprezzate più per quello che dice che non per come lo
  • dice.
  • Ponetevi come modello comunicativo corretto.
  • Stabilite in famiglia un’unica condotta educativa.
  • Trattatelo come tutti i bambini, evitando di iperproteggerlo

E se, malgrado tutto questo, il vostro bambino dovesse continuare ad “inciampare” nelle parole, o peggio manifestare segni di tensione muscolare o iniziare ad avere paura di parlare? Potreste avere, a questo punto, voi e il vostro bambino, bisogno di un aiuto più specifico.

DIAGNOSI, VALUTAZIONE E TRATTAMENTO

La multidimensionalità di questo disturbo richiede quindi un trattamento integrato; pertanto il programma riabilitativo presso il Centro Il Baobab, prenderà in considerazione non solo il sintomo disfluenza, ma la globalità del paziente nel suo comportamento comunicativo.

Il percorso riabilitativo terrà conto delle differenze legate alle caratteristiche del disturbo, all’età delle persone in trattamento (bambini, adolescenti, adulti) e alle loro caratteristiche personali, nel rispetto della loro individualità.
Nell’età evolutiva il percorso logopedico è affiancato dal trattamento neuropsicomotorio che, attraverso attività centrate sul corpo e sulle modalità comunicative non verbali, si occupa degli aspetti collegati al vissuto corporeo, alla tensione muscolare e alle difficoltà comunicative non verbali frequentemente osservate nelle persone balbuzienti. Inoltre, Il Baobab offre un servizio psicologico che affianca la terapia logopedia con interventi specifici e counselling parentale.

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